IL PISELLO E L’EQUIVOCO

“Pisello”, cosa ci richiama alla mente? Così, di primo acchito, io penso alle risatine dei bambini delle elementari che iniziano a capire la differenza tra maschietti e femminucce che non sia che i primi giocano a guardia e ladri e le seconde a mamma casetta (anche se in realtà io giocavo ad entrambi…). Che poi, a pensarci bene, il maschil membro, avrebbero dovuto chiamarlo fagiolino o baccello se stiamo a guardare la forma geometrica…mica è tondo, mica è un pallino!
Questo fatale doppio senso, comunque, ha rovinato una fiaba bellissima, quella della “Principessa sul pisello” che, alla luce della maliziosa associazione di idee, più che una principessa delicata, appare come una meno elegante protagonista di un porno soft. Io ce l’avevo da piccola il libricino di questa fiaba illustrata, mi ricordo il disegno di una ragazzina dai capelli lunghi e biondi seduta sopra una pila infinita di materassi perché non riusciva a dormire, sentiva quel pisello proprio lì sotto…state già sogghignando vero? Ecco, passati i 10 anni di età, fiaba rovinata.
Ovviamente si pensa anche al legume, quel tondino verde che è l’accompagnamento principale dei piatti (ahimé)di carne dei bambini che, superata l’ostinazione del :“Io non mangio quella cosa di quel verde così triste”, ne diventano assidui consumatori, perché sono dolci. Rimarrà indelebile nella mia mente la pubblicità martellante di quei “pisellini primavera” che sembravano perle verdissime, luccicanti di rugiada, una meraviglia della natura fermata nel ghiaccio e che invece erano solo dei piselli surgelati. Non sono mai impazzita per i piselli (d’ora in poi, sia chiaro, parliamo solo di legumi), io amo il salato e per me sono troppo dolci, difatti li ricopro di senape o li uso per farci dei burger vegetali ma, da quando sono vegan, ho riscoperto la loro magia (anche se non credo più che siano pietre preziose degne di principesse di “Colazione da Tiffany”) , una magia che viene generata fin dal lontano Neolitico. I piselli, con quell’aria così innocua e delicata sono ricchi di proteine, di acido folico (che serve a prevenire le malattie cardiovascolari) e di sali minerali (calcio, potassio, ferro e magnesio). Inoltre prevengono l’accumulo di colesterolo nel sangue e sono utili per il corretto sviluppo del feto: insomma fanno bene a grandi, piccini e futuri neonati. Imprigionato nell’equivoco che genera ogni volta che viene nominato, il “pisello” merita tutto il nostro sostegno. Potremmo pensare di riferirci a lui con il suo nome scientifico “Pisum sativum” o di fregarcene e chiamarlo con il nome che tutti conosciamo, ovvero “pisello”, e  ridere, se scatta l’equivoco malizioso!

 

 

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