DELLA PIZZA VEGAN DELLA DOMENICA

*Ricetta a fine articolo!

Innanzitutto devo fare una fondamentale premessa, senza la quale nessuna parola scritta qui di seguito avrebbe il minimo senso: io ho sempre fame.
Nulla è cambiato da quando, neonata, piangevo a tutte le ore emettendo degli strani versi animaleschi “da aquila”, come mia mamma non si stanca mai di ripetere, perché avevo fame. Papà allora si alzava a scaldare la ciuccia per placare i miei gridi da aquilotto che effettivamente, ciuccia in bocca, smettevano. La beffa è che mangiavo davvero poco, quel che bastava per darmi le forze di ritramutarmi nel rapace l’ora successiva.
Così accade anche ora, l’unica differenza è che quando ho fame, mi viene da muggire. Faccio colazione, merenda mattutina, pranzo, merenda pomeridiana (che a volte si sdoppia in due mini merende), cena e piccolo post-cena. Così la mia dispensa è piena di “mezzini”, “avanzini”, “smangiucchini”… non ne esco, se fosse per me mangerei continuamente, poco ma senza mai smettere.

Quando ho fame, cioè sempre se non contiamo i momenti in cui sto effettivamente mangiando, ho voglia di pizza. Qualche volta, se ho “il ciclo”, ho voglia di cioccolata ma allora penso alla pizza con la crema di cioccolato. Mi nutrirei di pizza ad ogni mio ennesimo, minuscolo pasto giornaliero, pizza vegan, senza bisogno di surrogati di mozzarella: una buona pasta di pizza con del gustoso sugo di pomodoro sono tutto ciò che ricerco in quel capolavoro culinario che è la pizza.

E allora, infrasettimanalmente, scendono copiose le bave da pizza mentre penso all’avvento del fatidico giorno in cui Lei farà la sua venuta: la domenica. Quella che potrebbe sembrare una comune frazione della mia routine quotidiana è in realtà un vero e proprio rituale che inizia il sabato sera quando io e il  ci guardiamo felici dicendo: “Domani pizza!!!”. La mattina della domenica inizio a dichiarare la mia voglia di pizza tramite sms che alternano tristezza (per non avere una pizza sottomano) a felicità (perché manca poco ad averla sotto i denti). Poi solitamente vado al lavoro e nei momenti di noia o stress penso alla confortante presenza della pizza in quel cartone caldo che porterò a casa mia. Esco dal lavoro, raggiungo Ale che mi sta aspettando in macchina e il viaggio di ritorno è costellato da strani urletti canzonanti che recitano così: “Pizzaaaa!!! Pizzaaaa!!! Piiiiiiizza!”. Ci fermiamo nella nostra pizzeria di fiducia dove non abbiamo nemmeno più necessità di ordinare, Paolo ci guarda e ci chiede: “Ragazzi, il solito vero?”. Usciamo dalla pizzeria (sorriso, eccitazione, felicità, fame) e saliamo in macchina, io faccio il solito controllo per verificare l’esattezza delle pizze e via a casa. Mi cambio in velocità, la tavola è già pronta (grazie mamma), ci sediamo, “Buon appetito”, mangiamo fino a quando, una volta che poi ci si alza da tavola, si fatica ad acquisire la posizione eretta. Ed in quel solo momento della mia settimana che la voglia di pizza scompare, sento, di contrario, che mi ha quasi nauseata e che la settimana successiva non la vorrò più.
Lunedì mattina, ore 8.00, mi faccio il caffè latte e mangio tre fette biscottate: come vorrei della pizza, ora.

*Ricetta per la pizza fatta in casa: pizza vegana

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