Vampiri emozionali (vegani e non) io vi metto ko

VAMPIRI EMOZIONALI

Non mi interessa sapere quali siano le motivazioni che spingono i vampiri emozionali a risucchiarmi le energie e farmi sentire come il “sacco vuoto” di quando si era bambini. Voglio solo metterli ko. Gambe all’aria, di sorpresa. Serviranno bustini attillati e fascette luminescenti da super eroina per compiere l’impresa? Non credo, ma è meglio partire dal principio.

Chi sono i vampiri emozionali? E perchè da quando sono vegana sento il bisogno di armarmi fino ai denti?

I vampiri emozionali sono persone. Persone che si nutrono delle tue energie positive nelle maniere più subdole: dopo un tête-à-tête con il vampiro emozionale tu ti sentirai svuotato, irritabile e corredato da un bassa dose di autostima. Lui, invece, avrà ricaricato le pile energetiche da vampiro per qualche ora.

Ricordo ancora un incontro-scontro fugace con vampiro emozionale, a tavola. Tra tintinnii di bicchieri e forchette, si insinua una domanda:”Posso assaggiare i tuoi paccheri?” (paccheri vegani, gentilmente fatti per me dal ristorante). Dopo il pieno boccone, il critico gastonomico si pronuncia:”Buoni, ma con un po’ di formaggio meglio… perché non mangi il formaggio?”. L’epilogo vede me all’angolo, pronta a sferrare l’ennesino destro più per difesa che per attacco, con il campione in carica dei pesi massimi intento a scagliare colpi a vuoto, senza sapere davvero chi ha di fronte e perchè. Pubblico annoiato, imbarazzato, confuso.

I miei vampiri emozionali non si sono fatti vivi da quando sono vegana, ma è da quel momento in poi che sembrano essersi moltiplicati. Spesso sono apparizioni fugaci e di poco conto, altre volte si tratta di presenze incisive che si insinuano nella mia giornata come elefanti in cristalleria. Credo capiti per 3 motivi, concatenati:

  1. Tutti amano i cuccioli
  2. A pochi piace mettere in dubbio lo staus quo
  3. Un vegano in buona salute lo fa

Quali sono i vampiri emozionali più comuni per i vegani?

  • I vegani

Supponenti, indisponenti, con la sindrome da Dio in terra. Questa particolare tipologia di vegano mi si palesa spesso nelle vesti di vampiro emozionale. Hai rinunciato a carne, pesce, latte, formaggi, burro e uova ma loro sono sempre un passo avanti a te e te lo comunicano, parafrasano, così: se usi lo zucchero raffinato, uccidi il pianeta, pezzente, non sei degno della coccarda di Salvamondo, posala. Per nulla propositivi, intransigenti, egocentrici.

  • I supporters ma

Una seconda categoria di vampiri emozionali che mi trovo ad affrontare molto spesso è quella dei bravi a parole, ma nemmeno troppo. Sono gli amici pronti a spezzare una lancia a tuo favore se un collega ti prende in giro perchè bruchi l’erba ma che alla domanda:”Ma tu diventeresti mai vegano?” si fanno il segno della croce e ti danno in pasto ai lupi. Vivono della stessa ipocrisia di chi non vuole sembrare omofobo al mondo, almeno fino a quando la questione non lo riguarda: se il figlio si veste da Madonna, però, chiama i Ghost Busters.

  • I paladini dello status quo

Forse appartengono alla categoria di vampiri emozionali meno subdola: loro sono contro chi è contro e fanno di tutto per non sentirsi messi in discussione. Spesso, le disquisizioni con i fautori dell’uomo cacciatore e della mucca come essere il cui scopo è quello di essere munto e mangiato dall’uomo, si risolvono in un ostinato monologo, il loro. Trincerati nelle proprie ragioni a monte, questi esemplari di vampiro difficilmente scenderanno a valle per un reale scambio di opinioni.

Come mettere ko i vampiri emozionali? Qualche dritta

VAMPIRI EMOZIONALI

Ricordati che potresti soccombere. Capita anche ai più addestrati: qualche dardo doloroso farà breccia nel tuo scudo e andrà dritto a segno. In quel momento ricordati che nessun vampiro emozionale ti ha mai impedito di essere te stesso e non sarà di certo quest’ultimo a farlo.

Sorridi e passa oltre. Difficilmente in tuo interlocutore ti ascolterà, ciò non significa che tu non possa dare il meglio di te: stupiscilo con sicurezza, ironia e benevolenza. Se la rabbia ti assale, trafiggi di nascosto una zucchina con il coltello ma non mostrarti su tutte le furie, gliela daresti vinta e non saresti contento di te stesso.

Cerca un alleato vero. Almeno uno. Dev’esserci una persona nella tua vita pronta ad appoggiarti sempre e comunque. Cerca il tuo rifugio sicuro, trovalo e tienitelo stretto: dopo l’attacco di un vampiro emozionale non c’è niente di meglio di un abbraccio (e di sparlare, quello è sempre un ottimo antidoto).

Tieni un diario. Mettere nero su bianco le proprie emozioni è una grande valvola di sfogo. Ma, trascorso il picco massimo di furia, resta un buono strumento di analisi e riflessione. Scrivi e rileggi: c’è qualcosa del tuo comportamento che vorresti cambiare? Prendi in mano la situazione e sii la persona che vuoi essere. Proprio come facesti nel Natale del 2006 confessando alla nonna che non avresti mai più mangiato il suo arrosto.

 

2 commenti

  1. Ciao carissima ti seguo su IG e ora mi sbircio anche il tuo blog che è stupendo. Sono vegana da poco più di un anno, vegetariana da un bel po’. Lotto tutti i santi giorni con persone che non capiscono un cavolo, che fanno le stesse domande sul perché non mangio carne pesce e tutto ciò che è animale. Sostengo che io muoia di fame e che mi privo del buon cibo. Non sanno che io invece sto benissimo. Mi piace cucinare e trovo le tue ricette fantastiche. Grazie per tutto ciò che condividi. Dimenticavo mi chiamo Cristina. Ciao

    1. Ciao Cristina,
      ti ringrazio moltissimo! Vedrai che l’esempio positivo (in questo caso il tuo, di vegana sodddisfatta) metterà presto a tecere buona parte dei commenti di chi ti critica. E se qualcuno non dovesse smetterla …beh, in qual caso peggio per lui!
      Un abbraccio,

      Martina

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