Venezia: da La Tecia Vegana alla brace (ma io mi sono fermata alla prima)

la tecia vegana venezia

Osannato dalla critica. Ecco perchè devo provare La Tecia Vegana, il ristorante vegano di Venezia aperto dallo scorso inverno che ha fatto parlare di sè, e lo ha fatto bene, già dalle prime visite fioccate copiosamente, nonostante la posizione insolita. E se La Tecia Vegana fa parlare, io che dico? Andiamo con ordine.

Per raggiungere il ristorantino bio-vegano bisogna eludere i tracciati classici solcati dai turisti, ma anche da molti veneziani doc: siamo a Santa Marta, poco distanti dalla Casa Circondariale Santa Maria Maggiore. In questa zona di Venezia, seppur molto vicina al trafficato Campo Santa Margherita, non ci si capita per caso. O ci si abita, oppure si sta cercando qualcosa. Io cerco il ristorante vegano di Venezia più apprezzato degli ultimi tempi, quello che mi hanno consigliato amici, lettori, follower e che non ho ancora avuto l’occasione di visitare. Ma questo è un sabato tranquillo e un pranzo fuori me lo posso concedere.

Mi basta varcare la soglia del locale, anticipata dalla lavagna esterna con il menù stagionale in vista, per capire un po’ del suo spirito. Bancone bar grande e retrò, tanti tavolini, mattoni facciavista alle pareti e arredo minimale, pronto ad essere montato, smontato, spostato all’esigenza. Fabio ed io prendiamo posto nella saletta sul retro, un po’ buia ma accogliante. Ecco, un deja vù: ci sono già stata? No, è tutto merito dello stile a metà tra la trattoria veneta e i vegan bar di molte città mitteleuropee che ho visitato, ma anche dell’atmosfera rassicurante di quella Venezia ancora capace di viversi lentamente e con autenticità.

In ristoranti come questo, la commistione tra isolani, mestrini, turisti, clienti abituali, avventori mordi e fuggi funziona magicamente rendendo l’esperienza generale fluida e caratteristica, mai caotica o ingessata. Io lo chiamo chiacchiericcio silezioso. I toni sono bassi ma vivaci, così come l’andirivieni: movimento, quiete e colori creano un tutt’uno piacevole e confortevole, bello da vivere.

Ma veniamo al dunque: come si mangia? Si mangia bene. Ma c’è di più…

la tecia vegana venezia

L’antipasto non è abbondante, ma permette di scegliere fino a tre pietanze (8 euro per il tris), una soluzione ottima per gli indecisi e i curiosi. In foto: melanzane in saor, falafel di ceci e insalata russa. Al tavolo, il cestino del pane, integrale e fresco (a tutti gli altri: smettetela con i grissini del supermercato!).

la tecia vegana venezia

Il menù è vario e le scelte sono oculate: non mancano i classiconi casalinghi, come le lasagne di farro con ragù di seitan  ma c’è pane per i denti di chi vuole osare e provare sapori esotici. Il mafé di tempeh  mi ha conquistata per la salsa speziata alle arachidi, il basmati profumatissimo e la spruzzata di lime. Semplice, ma indovinato.

la tecia vegana venezia

Le porzioni sono assolutamente consone sia al pranzo che alla cena, tanto da lasciare un po’ di spazio per il dolce (ma anche in caso contrario, i dolci vanni provati!). Sacher e tiramisù sono ben fatti, per nulla stucchevoli e freschi.

tecia vegana venezia

Nonostante abbia trovato la sala nel suo complesso un po’ cupa, ho apprezzato la totale assenza del colore verde, fatta eccezione per il disegno che decora parte del bancone d’entrata. Mangiando alla Tecia non si ha la costante impressione di trovarsi in un ristorante vegano con tutti i cliché del caso, colore verde alle pareti e tovagliolini in carta coordinati (orrore!) annessi.  Qui si mangia bene, in un ambiente rilassato, poco turistico, e basta. La cucina è vegana? Certo. Ma questo è un fattore identitario profondo che si esprime in preparazioni speziate, garbate e confortanti, non in dichiarazioni d’intento “markettare” ormai superate.

la tecia vegana venezia

Genuino. È questo l’aggettivo che associo a La Tecia Vegana di Venezia, il posto giusto per godere di una buona cucina e di un servizio gentile, dimenticandosi totalmente del perchè si sia andati fino a lì.

 

 

 

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