48 ore a Roma: dove mangiare vegano tra ristoranti, pizzerie e pasticcerie

ristoranti vegani roma

Non ho provato nessuno dei ristoranti vegani di Roma che preferisci. Probabilmente è andata proprio così, perchè mangiare vegano a Roma è stato facilissimo e difficilissimo, allo stesso tempo. Sono partita da Venezia con una marea di consigli sui ristoranti vegani da provare assolutamente, senza contare le dritte che ho ricevuto in loco, di commento alla mia raffica di Instagram stories. Morale della favola: in 48 ore avrei dovuto visitare più ristoranti vegani a Roma che durante la somma delle mie vacanze annuali.

Ma perchè ho scelto questi ristoranti vegani a Roma escludendo gli altri? Come sempre c’è di mezzo il fattore logistico: chiusure settimanali, orari, vicinanza o meno ai luoghi d’intersse. Durante la mia fuga romana, la praticità ha giocato un ruolo molto importante nella scelta dei ristoranti vegani (ma anche di pasticcerie, pizzerie, gelaterie…) da provare, unita al classico “va dove ti porta il cuore”. Non mi sarei mai persa Grezzo Raw Chocolate e così è stato, merito anche della location centrale della pasticceria raw-vegan.

Premessa fatta, soprattutto per avitare una benevola pioggia di “ti sei persa…”, “avresti dovuto…”, “ma perchè non hai…!!”, ti racconto dove ho mangiato vegano a Roma tra sacher crudiste, azzardate pizze davvero fenomenali, coni gelato e piante aromatiche.

Ristoranti vegani a Roma in 24h

1-Colazione vegan da Grezzo Raw Chocolate

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Grezzo Raw Chocolate è la prima pasticceria crudista del mondo e si trova a Roma (ma anche a Torino). La mancanza dell’aroma di dolci appena sfornati è sopperita dall’eleganza degli interni e dalle vetrine dei dolci, all’entrata e in fondo al locale, dove vengono esposte torte e pasticcini crudisti che sembrano piccole opere d’arte contemporanee dalle linee pulite, i colori decisi e le consistenze più disparate. Sacher e cheesecake ai mirtilli sono ottime, super gustose (il sapore della materia prima spicca incontrastato) e moderatamente dolci, dunque per nulla stucchevoli, come invece spesso accade per i dolci crudisti.

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Dove? Via Urbana 130, Roma (molto vicina al Colosseo, nel Rione Monti)

2-Pranzo vegan da Aromaticus

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Casualità vuole che proprio lungo la via di Grezzo Raw Chocolate, la mia attenzione venga attirata verso un grazioso shop di piante aromatiche con cucina dov’è possibile pranzare “alla mitteleuropea” cioè ordinando al banco e facendo tutto il resto in autonomia, apparecchiandosi la tavola e servendosi da bere. Il menù di Aromaticus è quasi interamente vegan, ma ci sono anche scelte vegetariane e onnivore. Tristissima per non aver potuto assaggiare il piatto del giorno, cioè il pulled pork vegano, ho ripiegato su un burger artigianale ben fatto e godereccio, mentre la mia dolce vegan-food-trotter metà ha ordinato del riso rosso con caponatina di verdure, hummus e tofu fatto in casa. L’ambiente è curato, rilassante e piacevole, i piatti sono ben pensati anche se troppo salati (ho avuto l’impressione che hummus e insalatina fossero stati conditi due volte). Un po’ basita per il piatto del giorno terminato a mezzogiorno e il bagno fuori uso mi dico che tornerò, tornerò per quel pulled pork!

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Dove? Via Urbana 134 Roma

3-Cena vegan da So What?

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So What?? chiude tardi (alle 23.30) e la corsa in autobus dal mio alloggio per raggiungerlo era del tutto accettabile. Dunque ho provato il primo dei ristoranti vegani a Roma che mi avete consigliato. Ti dirò subito perché mi è piaciuto So What?: perché ora ho una lista di film sport fantasy da vedere (grazie agli originali poster alle pareti); perché i ragazzi che ci lavorano sono semplici e gentili; perchè non mi ha lasciata a bocca asciutta alle 22:30 di sera; perchè i suoi piatti sono diretti e sostanziosi. Il locale dove tornerei volentieri per una cena al volo, con gli amici.
P.s: menzione speciale al dolce Coppa Tassoni che ha alzato esponenzialmente il livello del mio buonumore alla prima cucchiaiata.

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Questa sono io, nel mezzo di un entusiasmante picco glicemico:

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Dove? Via Ettore Giovenale 56-58, Roma

Ristoranti vegani a Roma in 48h 

4-Colazione da Gelateria della Palma

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Quando scopri che tutte le pasticcerie e bar di Roma che sfornano cornetti vegani non sono poi così alla tua portata, chilometricamente parlando, ripieghi su un classico di quando eri bambino e la mamma era bonaria (o eri con il papà): il gelato a colazione. La Gelateria della Palma, a ridosso del Pantheon, vanta 150 gusti diversi, con una piccola sezione dedicata ai gelati vegani a base di soia. Porzione abbondante, prezzo medio, gusto soddisfacente. E poi mi ha salvata da un attacco di fame terribile, proprio quando ce n’era bisogno: provvidenziale!
P.s: anche il cono piccolo può essere bigusto.

Dove?: Via della Maddalena 19-23 Roma

5-Pranzo da Avocado Bar

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Io amo l’avocado. Mi sento sempre in colpa per il viaggio aereo che deve compiere per arrivare sotto le mie grinfie, ma lo amo davvero. Nell’attesa di trovare un mercato con avocado coltivati in Sicilia, non mi sono potuta esimere dal pranzare all’Avocado Bar. Verdissimo, spiritoso e informale, mi è piaciuto appena ci ho messo piede. Tra i vari piatti unici, rigorosamente a base di avo, ho scelto la bowl con riso per sushi, avocado hummus rosa, olive nere, pachino, valeriana e falafel. Molto semplice, ma saporitissima: io stessa l’avrei condita proprio così e ne sono stata molto soddisfatta. Se abitassi nei dintorni ci tornerei, sperando di vedere incrementate le opzioni vegan. Ottimo anche da asporto, perchè il bar…è quasi un mini-bar!

Dove? Via della Madonna dei Monti 103, Roma

6-Cena da Seu Pizza Illuminati

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Per arrivare e tornare dalla pizzeria di Pier Daniele Seu in zona Porta Portese, Fabio ed io abbiamo noleggiato un’auto elettrica. E non sapevo nemmeno che oltre alla marinara, il virtuoso pizzaiolo romano avesse pensato a una pizza totalmente vegana, la Scommessa Vegana. Ci siamo gustati marinara e vegana (con crema di ceci, zucca butternut, pomodorini confit e broccolo siciliano arrostito) abbarbicati sull’alto bancone che affaccia sul grande forno della pizzeria. (Quasi) inutile sottoscrivere che la pizza era fenomenale, ma devo ammettere che anche l’ambiente ha fatto la sua parte: a metà tra una boutique esclusiva e un cocktail bar chic, il locale non sembra affatto una pizzeria. E la pizza, che non ne avrebbe bisogno, ci guadagna. Scenografica, audace, di sostanza, Seu Pizza Illuminati vale la trasferta.

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Dove? Via Bargoni 10-18 Roma

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Una risposta a “48 ore a Roma: dove mangiare vegano tra ristoranti, pizzerie e pasticcerie”

  1. io che vado almeno una volta al mese a Roma ignoravo certi locali credo proprio che alla prossima vista almeno in parte rimedierò

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