DELL’APPUNTAMENTO CON L’ONNIVORO

Spesso mi è capitato di vedere molte discussioni su forum o pagine facebook dedicata al mondo veg* incentrate di una questione di importanza fondamentale soprattutto per le giovani generazioni anti-carne: “Would you date a meat eater?” ovvero:” Andresti ad una appuntamento con un carnivoro?”.
La questione è molto spinosa, una prima reazione potrebbe essere quella del rifiuto totale, del no perentorio; e qui ti immagini un cavernicolo con clava, vestito di pelle di daino che, seduto ad un tavolo di ristorante a lume di candela, batte i pugni come se non ci fosse un domani perché vuole quel quarto di bue all’ istante, va bene anche crudo.
Ma gli onnivori non sono tutti voraci e consapevoli carnivori dell’età della pietra, alcuni rispondono più alla figura dell’ impiegatuccio giacca e cravatta che vive la stessa routine ogni santo giorno da quando ha superato la pubertà, un uomo che mangia pollo, purè e piselli tutte le domeniche perché é un po’ come andare a messa.
Immagino una cena a lume di candela con lui: tu che ordini il seitan, lui che chiede cos’è perchè pensa sia una “roba strana tipo sushi”, tu gli spieghi di che si tratta e lo informi della tua scelta vegana, lui strabuzza gli occhi, si pulisce gli occhiali con un’alitata, ti guarda per vedere se sei davvero umana. A questo punto non sa se andare o restare, timoroso di  una vegan-malocchio resta incollato alla sedia e suda freddo sul suo petto di pollo, mangia veloce, sorride di circostanza, paga il conto, esce, fugge. Il giorno seguente racconta ai colleghi della sua shoccante esperienza diventando l’eroe dell’ufficio contabile:”Eh, lui si che ne ha avute di esperienze strane,ne è uscito vivo, che uomo!”, e giù pacche sulle spalle.
Non è detto però che dietro ad un onnivoro non si nasconda un virile e bellissimo vegetariano-vegano potenziale. Magari il poveretto non conosce, non sa, non ha voluto sapere perché troppo sensibile o non ha sperimentato altro che la carne dal momento che quella strega della sua ex gli preparava hamburger pranzo e cena. Ora se quest’anima persa bussa alla tua porta, che fai? Non apri? Mica perché somiglia a Ryan Gosling ma solo perché potresti accrescere di un punto la schiera dei vegani, tu, donna, hai il dovere di accettare un invito a cena.
Ti passa a prendere alle 19.00, non ti apre la portiera ma solo perché ha la moto, parcheggiate in centro, vi dirigete in una deliziosa enoteca per l’aperitivo. Mentre chiacchierate amabilmente noti l’estrema grazia del suo esistere, tutto dallo sguardo, a come impugna il bicchiere, a come poggia il gomito sul tavolino sembra far parte di un divino meccanismo il cui unico scopo è farti capitolare inerme di fronte alla rivelazione di cotanto naturale splendore. Ed è allora che, mentre trattieni il tuo sorrisetto imbarazzato pensi che dentro di lui, sotto la granitica tartaruga, batta un cuore vegano. A cena, timorosa di scoprire che in realtà è un carnivoro del primo tipo sotto mentite spoglie (il cavernicolo) gli riveli di essere vegana, da lì interminabili attimi di panico. Lui dopo una breve parentesi di mutismo inizia a fare domande incuriosito, poi chiede al cameriere se possono variare i loro piatti in modo che anche tu possa mangiarli, e ordina quello che ordini tu. Ti pulsano gli occhi a forma di cuore a come Minnie con Topolino, e già pensi a come potreste chiamare i gemelli (eterozigoti, un maschio e una femmina, precisamente Celeste ed Elia).
Ora forse stai correndo troppo ma infondo che male c’è a sognare ad occhi aperti? A volere fare un giro in moto e due gemelli con un attraente pretendente dotato di estrema sensibilità ed estremo bicipite? A credere che forse non tutti ma molti di noi abbiano solo bisogno della spinta giusta?
Would you date a meat eater? Yes, but only if he looks like Ryan Gosling.

10 risposte a “DELL’APPUNTAMENTO CON L’ONNIVORO”

  1. Post stupendo Martina! Ho iniziato la giornata con il sorriso 😉

    1. Grazie, anche se il merito non è mio: è di Ryan! 😉

  2. Bellissima davvero, solo un piccolo appunto: i gemelli omozigoti sono dello stesso sesso perchè hanno in comune il 100% del DNA a differenza dei gemelli eterozigoti che come normali fratelli ne condividono solo il 50% e possono perciò avere sesso diverso. Vegan-baci! 😀

    1. Grazie Teresa, anche per l’appunto scientifico, mi correggo all’istante! A presto 🙂

  3. sei troppo forte… <3

    1. Grazie <3

  4. Ciao Martina,
    hai perfettamente ragione, e te lo dico a ragion veduta, perché è esattamente quello che è successo a me. Solo al contrario!
    Quando ho conosciuto mio marito ero onnivora e lui vegetariano. E questo suo aspetto mi ha affascinato subito tantissimo, tanto che in dieci giorni passati insieme (in vacanza con amici) ho mangiato onnivoro una sola volta…
    Adesso siamo entrambi vegetariani ma io punto al mondo vegan.
    Mio marito nn è troppo convinto – ma tanto cucino io 🙂 – e le mie figlie, ahimè, adorano la carne… 🙁
    Ma sono certa che pian pianino ce la possiamo fare.
    Te lo dico mentre mi bevo la mia tazza di caffè&latte di soia…:-))
    Martina

    1. Che bella storia Martina, a volte le persone hanno solo bisogno di incontrarsi e capirsi! 🙂 Fammi sapere come procede la vostra avventura vegan! Un abbraccio

  5. Bella storia Martina!! Ho dato un’occhiata al tuo sito ed é molto interessante…tra i miei preferiti oggi ci sono molte delle tue ricette!!! Io sono una “quasi vegana” un po’ particolare…nel senso che ho scoperto di esserlo in età adulta..facendo 2+2!!! Già da piccolissima 1 anno rifiutavo tutto ciò che era di origine animale..a merenda i miei fratelli chiedevano il panino col salame ed io…una patata lessa!!! Questo mi ha portato a mangiare solo alimenti di origine vegetale a meno che non sia nascosto l’uovo in un impasto di ciambellone ecc. Ma per tutto il resto zero!!! Ora però qualsiasi cosa sia simile agli alimenti animali, vedi setain, tofu, panna di soia io non riesco a mangiarlo perché mi sembra di mangiare carne, formaggio panna che nn mi sono mai piaciuti!!! Quindi la mia alimentazione è composta di pasta, ortaggi, legumi e verdura..e per questo problema mi ritrovo a scartare anche ricette vegane!!! Perché non essendomi convertita ma essendolo sempre stata io non ho bisogno di avere qualcosa che somigli alla carne per non sentirne la mancanza come invece chi si converte dopo averla sempre mangiata…. Come faccio??? Baci !! =D

    1. Ciao Pamela, grazie per i tuoi complimenti! 🙂 Capisco la tua difficoltà, il tuo è un rifiuto che ti porti dietro da quando eri piccola… anche io, ad esempio, non riesco ad affrontare il formaggio vegetale perché ho sempre odiato il formaggio, ma credo che il tuo,a differenza mia, più che un problema di gusto sia un problema visivo e di “associazione di idee”. Ovvero: il tofu ti ricorda il formaggio perchè è bianco e morbido e perché spesso si usa nelle preparazioni al posto del primo e lo stesso procedimento mentale lo compi nel parallelismo seitan-carne, dico questo perché, a mio avviso, gustativamente parlando, il tofu non sa da formaggio e il seitan non sa di carne. Potresti iniziare ad inserire questi ingredienti nascondendoli nelle preparazoni per abituarti ad apprezzare il loro gusto: ad esempio il tofu all’interno delle torte salate magari frullandolo assieme alle verdure, lo stesso puoi fare con il seitan magari da inserire all’interno di polpettine di legumi. Insomma, cerca di travestire seitan e tofu da alimenti vegetali (quali sono). Fammi sapere come va, altrimenti c’è sempre l’ipnosi. Ahah 😀

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