L’amica vegana – The beginning

Eccolo, il primo stralcio di diario della mia amica vegana a tempo determinato.
Non voglio fare troppi preamboli, ma lasciatemi dire perchè sono molto felice:
– è il primo post che non scrivo di mio pugno e non poteva che provenire dal Suo, di pungo.
– ho un’amica vegana e sono molto emozionata (più di quanto pensassi…)
– la suddetta, come apprenderete non è in crisi, anzi…
– magari, vegana, ci rimane (e qui lo so, sogno ad occhi aperti… ma non costa nulla)

Ma ora: “L’amica vegana – the beginning”.

Ciao sono Giulia e non mangio derivati animali da 5 giorni…
Ciaaaaaaooo Giulia!

Ecco giusto per rendere l’idea di come mi sono sentita in queste mie prime 120 ore da vegana. La cosa in realtà mi fa abbastanza sorridere perché, come avevo già notato in una delle mie passate imprese dietistiche (sì, io sono l’amica perennemente a dieta che ogni tanto Martina cita nei suoi post), se c’è una cosa che fa puntare tutti –ma proprio tutti- gli occhi su di te è porsi delle limitazioni in termini goderecci. Mi spiego: se tizio è intollerante al glutine, la gente lo compatisce perché poverino non può mangiare pane, pasta e pizza. Ma se Caio invece vuole perdere qualche chilo e non mangia pane, pasta e pizza di sua spontanea volontà, da poverino diventa povero scemo. Tiro le somme e rimanendo tematica: visto che di carboidrati stiamo parlando, ma… una spaghettata di affaracci vostri ve la potreste anche fare, no?
No dai, di solito sono carina e coccolosa, ma sto giro mi tocca  iniziare facendo polemica. #pesanteeeee
In realtà dopo la milionesima arringa indifesa della mia scelta di diventare vegana per un mese, ho iniziato a fare spallucce e guardare avanti. Ecco, guardiamo avanti.

Com’è andata in questi pochi giorni?
Direi bene, anche se ci sono un paio di cosette che mi affaticano, ma a dirla tutta va alla grande. La cosa che vivo con più ansia è il dover essere sempre organizzata. Ad esempio,  rientro adesso da una sessione intensiva di shopping che mi ha fatto saltare il pranzo (sbagliato, I know): appena varcata la soglia di casa il mio istinto mi ha trascinata in cucina dove un tempo avrei semplicemente aperto il frigo, pescato e ingurgitato;  ora invece ho dovuto ragionare col cervello invece che con lo stomaco, finendo col mangiare un pezzo di pane home-made dallo zio e dei pomodori secchi e una bella fetta di strudel che la mia mamma ha pensato di regalarmi al posto della classica calza della Befana.

La cosa  che mi dà più gioia è l’aver riapprociato con la cucina: i nostri rapporti si erano incrinati tempo fa, quando sono passata dall’essere una cuoca discreta e fantasiosa a un’impigrita bambocciona che mangia quel che le prepara la mamma. La mamma però è un po’ vegan-scettica, quindi tocca arrangiarsi, ma direi che me la sono cavata abbastanza bene!

In ordine: cuore di riso integrale con fagioli in rosso secondo la ricetta degli Sformatini di riso e fagioli in rosso

PS: il più difficile da convincere del fatto che non mi nutro di sole erbe, bacche e radici era mio padre. Quando però ha guardato il mio riso con fagioli con occhio sbrilluccicante e mi ha chiesto se ce n’era anche per lui, ho capito che davvero è tutto possibile!

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