NO GRAZIE, PER NOI NO: la versione di Giulia

A quasi metà percorso la nostra sfida si concretizza in una cena di compleanno al ristorante.
Giulia ed io, sedute vicine vicine, siamo subito entrate in “modalità Gianni e Pinotto”: per noi no, niente verdure pastellate; prendiamo la pizza?; facciamo a metà?; ci ordiniamo il vino visto che non mangiamo il dolce? E così via.
Ma la frase più gettonata è stata proprio questa: “No grazie, per noi no”.
Io sono ormai avvezza a rifiutare tutti i vassoi che mi passano davanti in un pazzo crocevia di frittini ed affettati.
Ma lei?

Ve lo scrive di persona:

“Son matti, ma quanto risotto mi han messo? Ooo Giulia ne vuoi un po’?”
“…………………no, grazie”

Scampi e agrumi, nella mia vita precedente mi ci sarei fiondata con un doppio carpio.
Ma no, sabato sera sedevo alla destra del Padre (con Padre vedi Martina) e il nostro far fronte comune è stata una delle cose più divertenti della storia delle nostre mangiate in compagnia. Qualche mese fa facevo una dieta iperproteica: davanti al vassoio di panini alla laurea di un nostro amico comune, io sfilavo prosciutto e uova e lei si pappava il pane. Non si può certo dire che non siamo abituate ad esser guardate male. Ma che dico male: malissimo!

Ecco, sabato ho capito che una buona dose di ironia guarisce tutto, modalità “un po’ di zucchero e la pillola va giù”: il pillolone è il veganesimo, mondo sconosciuto e rigettato dai più. Lo zucchero è la nostra consolidatissima amicizia che ci fa passare sopra alle difficoltà della vita con una leggerezza quasi ridicola. Aperitivo benissimo con birretta e patatine; quando iniziamo a ordinare, mi sale giusto un attimo di ansia dover indicare al cameriere una pizza con verdure e olive nere, ma senza mozzarella, dopo che Marty ha già ordinato la sua patatosa rossa. Ma io sono sfrontata, quindi testa alta e mai paura.

Al dolce manco un cedimento: circondata da futuri farmacisti dallo sguardo scettico che continuavano a sostenere che mai e poi mai potrebbero sopravvivere in questo modo (vorrei sottolineare il fatto che se io sto vivendo da vegana, Marty sta sopravvivendo da NON-fumatrice e che forse in queste circostanze fa più fatica lei di me!!), mi sono sfilate davanti montagne di panna e dolcezza, ma distratta com’ero dalla ricerca di calici di prosecco dimenticati dai loro legittimi padroni da rubare, manco me ne sono accorta. Caffè liscio, biscottini bye bye.
Se potessi mettere degli hashtag alla serata sarebbero : #nemaproblema e #tuttoregoraga.

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