VEGANA PER UN MESE: UN MESE DOPO LA SFIDA

Vi ricordate di Giulia, la mia amica vegana a tempo determinato? Ecco come stanno le cose a un mese dalla fine della sfida.

Ho aspettato un po’ per tirare le somme, somme che una volta tirate hanno confermato la sensazione che avevo appena iniziata quest’avventura: tutto liscio come l’olio. Anzi è stato divertente e stimolante, ho riapprociato coi fornelli, ho perso un paio di chiletti, ho assaggiato cose che, se non costretta, sarebbero entrate a fatica nella mia alimentazione standard.

Facendo due conti concreti direi che essere vegani a tempo determinato non è nulla di così straordinariamente complesso, astruso, impossibile o orrendo.

Per farla facile, dopo un mese cosa NON è cambiato:
– resto onnivora: era una scommessa, non una decisione per la vita;
– quando torno a casa dopo palestra, a meno che non abbia particolare entusiasmo nello sèignattamento a tarda notte, mangio quello che mammà ha preparato per il branco e lei non si preoccupa più di tanto di cucinare cose vegan;
– cedo. Se per un mese ho retto alle torte di compleanno, alla pasta col ragù e ai caffè macchiati dopo-pranzo, ora non mi faccio più molte remore.

Cosa invece è cambiato:
– le mie pause pranzo non sono più all’insegna di affettati confezionati e tonno in scatola; cerco di impegnarmi e portarmi cibi che mi sazino senza distruggermi la digestione;
– sorrido ai carboidrati, cosa che per una figlia delle diete iperproteiche è abbastanza strano;
– alla maionese preferisco la senape;
– al latte scremato preferisco il latte di soia;
– minestre, minestroni, farro, orzo, pasta integrale con sughi e condimenti a base di verdura e senza derivati animali hanno popolato i miei menù standard sostituendo pollo, hamburger e prosciutti vari che prima erano gli ingredienti base.

Ho sviluppato una veg-tendenza che onestamente credo possa solo far bene. Il filetto mi piace comunque ma non sento l’esigenza di mangiarlo e le mie papille gustative non fanno le capovolte quando ne parlo, forse perché proprio non ne parlo. Non riesco bene a capire cosa sia scattato dentro di me, ma qualcosina è cambiato e una coscienza vegan mi orienta tra le corsie del supermercato.
Conoscendo la Giulia pre-vegan, credo davvero che la mia bff non potesse sperare di meglio.

 

Dal canto mio, ho poco da aggiungere se non manifestazioni di gioia e giubilo.

Ma voglio elencarvi alcune cose belle che ora condivido a pieno con Giulia:

-fare aperitivo nella nostra osteria di fiducia ordinando vino e patate al forno per due (niente polpette)
-pranzare assieme scambiandoci opinioni sulle zuppe più buone
-sapere di avere al mio fianco qualcuno conscio che vegano=felice può essere vero
-vederla tirare occhiatacce a chi ancora fa le facce lunghe quando dico che sono vegan
-intercettare il suo sguardo furbetto dell’ “oggi birretta, tanto non ho mangiato schifezze”
-sapere che la mattina tuffa i cereali nel latte di soia alla vaniglia con cui io faccio le torte
-aperitivo con le patate al forno, l’ho già detto?

 

2 risposte a “VEGANA PER UN MESE: UN MESE DOPO LA SFIDA”

  1. Mi è piaciuto molto il post! Ma sono sicura che negli anni la tua amica si informerà e forse farà altri mesi “di prova” per una vita vegana 😉

    1. Ciao Eleonora, sì, ci scommetto anch’io! Oggi a pranzo ha mangiato vegano…
      Un caro abbraccio!
      Martina

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