10 giorni da vegana a Santorini (yep!): ristoranti vegani, consigli e piatti tipici

ristoranti vegani a santorini

Una vacanza lunga 10 giorni non si racconta così, su due righe. Si racconta mai davvero, poi? Non voglio scrivere un reportage di viaggio, ma portarti per mano (o in motorino, Fabio ed io abbiamo girato tutta l’isola in sella a un 125) lungo la strada che tocca tutti i ristoranti vegani di Santorini che ho provato. Molti di questi sono ristoranti e locali con opzioni vegane chiaramente segnalate nel menù, più raramente si tratta di take away vegetariani in piena regola. Ma mangiare vegano a Santorini è un’esperienza da fare in qualsiasi taverna, anche la più remota, vecchia e dedita alla griglia. Perché l’isola di Santorini è ricca di piatti tipici vegani: in primis la fava, una crema di piselli gialli che più tipica di così non ce n’è. Se non lo sai – e come potresti saperlo se non hai respirato l’aria asciutta di Santorini almeno una volta? – questo legume viene coltivato solo nell’isola da più di 3500 anni. Poi le verdure (ghemista) e gli involtini ripieni di riso (dolmades), le patate al limone, le frittelle di pomodoro (domatokeftedes) e i contorni conditi con un mix di spezie che sembra una pozione magica… mangiare vegano a Santorini è facile come bere l’ouzo col ghiaccio. Sorseggia con me la mia vacanza speciale: si parte!

ristoranti vegani santorini

Iniziamo con il percorso vero e proprio alla scoperta dei ristoranti vegani di Santorini che parte da Perivolos (Perissa) e arriva fino a Oia, passando per Kamari e Thira.

Ristoranti vegani a Santorini: sul lungomare di Perivolos

Il lungomare di Perivolos è una striscia non troppo sottile di spiaggia, mare deep blue, beach bar e taverne tipiche o falsamente tipiche (ho adocchiato qualche “spaghetti alla bolognese” e “carbonara pasta” in più di un menù). Tra questi ci sono due ristoranti vegan friendly a poca distanza l’uno dall’altro. Passare con disinvoltura da “grigliata di pesce per due” a “piatto vegetariano” e “curry di verdure miste” è una prerogativa di Perivolos, la zona più easy e colorata di Santorini frequantata da giovani e meno giovani, accomunati da un fulgido e solido pensiero: Thira e Oia sono troppo care.

Colazione, pranzo e cena al Tranquilo Beach Bar

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Tre parole per descrivere Tranquilo: “supersciallo”, garbato, allegro.
Il menù: propone quasi interamente piatti vegetariani e vegani appositamente segnalati da V e VV. La scelta è ampia e spazia tra piatti tipici di Santorini e invenzioni dai sapori vagamente tex-mex. Noi abbiamo ordinato la fava, le fava balls e le verdure ripiene di riso. Per colazione in invece un frappè (il caffè istantaneo shakerato con ghiaccio a Santorini si chiama così) e due bowl di avena e latte di cocco.

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Il costo: i prezzi sono tra i più bassi che abbia incontrato a Santorini. Il conto di 40 euro comprende 2 birre medie alla spina, ouzo per due (si è pur sempre in vacanza) e tre piatti da condividere. Le porzioni sono molto abbondanti, specialmente se si tratta di insalate.
Nota bene: migliore del cibo del Tranquilo c’è solo il suo servizio ai tavoli. Sorrisi genuini, gentilezza e un gradito benvenuto (un bicchiere d’acqua appena ci si siede al tavolo) si fanno ricordare.
Voto: 8 per il cibo saporito, l’ambiente hippie e un mood che più tranquilo c’è solo l’assunzione di cannabis.

Qualcosa di etnico al Visanto 

Il Visanto ci ha accolti a un’ora tarda, l’ora in cui speri ti portino il menù food assieme a quello bevande ma non ne sei certo e l’ora in cui le foto senza flash vengono verdognole.

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Tre parole per descrivere Visanto: rockeggiante, accogliente, disteso.
Il menù: è chiaramente dedito ad accontentare i vegani e i vegetariani prevendendo una versione veggie (con specifica vegan quando possibile) per ogni piatto thai e indiano preparato al momento. La scelta non manca e i camerieri sono ben disposti a chiarire eventuali domande.

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Il costo: i prezzi sono nella media di Perivolos e le porzioni dei piatti unici, come il nostro curry verde con riso sono sufficientemente abbondanti. Prezzi un po’ meno convenienti per gli starters, ma nel complesso pranzo e cena sono del tutto abbordabili.
Nota bene: i samosa e il curry che abbiamo assaggiato ci sono sembrati home made e ben fatti. Inoltre un paio di sere a settimana c’è musica dal vivo, sempre abbastanza grunge e alternativa (niente Despacito).
Voto: 7 per le spezie ben dosate e l’ambiente capace di mettere subito a proprio agio.

Ristoranti vegani a Santorini: Kamari frontemare e non 

Kamari, come Perivolos è la meta preferita da chi cerca mare, relax e quel po’ di vita notturna, come ci si aspetta da un’isola greca dal respiro internazionale qual è Santorini. Anche se “ouzo, buon cibo e spiaggette isolate” è stato il mio mantra alla “mangia, prega, ama” per 10 giorni, a Kamari ho scovato due tappe vegan friendly degne di nota. La prima adatta a una cena easy romantic sul lungomare e la seconda a soddisfare qual languorino lì. Quello che ti prende prima di riuscire ad arrivare allo scooter sano e salvo “che sennò ti rovini la cena”. Patatrak.

Una cena frontemare al Navy’s Reastaurant

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Tre parole per descrivere il Navy’s: sorprendente, audace, semplice.
Il menù: il menù del Navy’s segnala ogni pietanza vegana e vegetariana con l’apposito simbolo ma mi ha stupita con una sezione dedicata alla cucina vegana con antipasti, primi e secondi rivelatisi sorprendentemente buoni e curiosi. Non la solita minestra ma accostamenti frizzanti e impiattamenti chic come per il burger con salsa agrodolce su pane pita, il risotto al riso nero con verdure e latte di cocco e gli antipasti: fava e avocado-mushroom.

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Il costo: i prezzi sono più alti che a Perissa ma le porzioni e la qualità dei piatti non mi hanno fatto battere ciglio. Il conto finale resta comunque molto abbordabile per la terrazza frontemare.
Nota bene: finale con sorpesa! Ci è stato offerto un dessert vegano molto semplice ma goloso: la pera cotta ripiena di frutta secca. Il dolce piovuto dal cielo mi ha dato quella sferzata calorica che mancava per farmi scattare la molla appena-si-torna-dieta. Frase, da quel giorno in poi, ripetuta ossessivamente in ogni ristorante vegano di Santorini.

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Voto: 8 per i piatti elaborati ma bilanciati, l’ottimo servizio e la vista sul mare.

Una pausa ristoratrice al Juice Me

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Tre parole per descrivere Juice Me: essenziale, smart, variopinto
Il menù: la proposta di Juice Me è incentrata sulle bevande (succhi ed estratti) e tutti i tipi di caffè che si possono trovare a Santorini, e sono davvero molti. Se il juice però ti apre lo stomaco – ci puoi credere che è successo proprio a me? – il banco offre dei panini, tra i quali spicca il vegan sandwich, e una serie di barrette ai cereali, vegane per la maggior parte.
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Il costo: medio. Dai 4 ai 6 euro per gli estratti e 5 euro per i panini.
Nota bene: il posticino è un take away con un paio di sgabelli per sedersi. Mentre l’estratto era fresco e buono, il panino è proprio come gli onnivori immaginano i panini vegani: pomodoro, mais, avocado (poco) e senape (c’era?). Forse era meglio cedere al fascino salutista della barretta.
Voto: 6 per una pausa 100% vegan è una buona soluzione, semplice e abbastanza economica.

Una cena al volo super cheap da Take a Wok

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Tre parole per definire Take a Wok: mitteleuropeo, economico, furbo
Il menù: eccolo! P.s: ciascuna delle basi può essere chiesta senza uova in aggiunta.

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Il costo: basso. Il conto per due persone con box e una bottiglietta di acqua naturale è di circa 12 euro. Plauso alla scelta di vendere il mezzo litro di naturale a 50 centesimi.
Nota bene: nonostante il locale inviti chiaramente a mangiare passeggiando, i posti a sedere sono più di quanti mi aspettassi e le panchette in legno con i cuscini sanno accogliere al meglio i deretani dei clienti.
Voto 7: il wok è ottimo e la porzione è onesta, peccato che esuli da ciò che vogliamo tutti dalla ristorazione greca: il cibo tradizionale.

Ristoranti vegani a Santorini: a Thira si mangia al volo ma si cena anche al ristorante

Thira è cara. Per un antipasto vegano al ristorante non si spende meno di 8 euro, l’ouzo si fa pagare poco meno di 10 euro, un calice di vino costa in media 6-7 euro e lo spritz all’Aperol oscilla tra i 9 e i 12 euro. Ultimo dettaglio particolarmente scandoloso per una veneziana come me abituata a sorseggiare lo spritz sborsando non più di 3 euro. La buona notizia è che anche lì dove imperversano le gioiellerie dai prezzi salatissimi e i ristoranti terrazzati vista caldera, mangiare vegano si può. La prima tappa è cheap, veloce e gustosa, la seconda è la meta giusta per una cena rilassata leggermente meno cara per gli standard di Thira (siamo a Imerovigli – a pochi minuti a piedi dal cuore di Thira – e la caldera si intuisce, ma non si vede).

Go lovetarian da FalafeLAND

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Tra parole per descrivere FalafeLAND: al femminile, latino, godurioso.
Il menù: tutto il menù di FalafeLAND ruota attorno alle polpettine di ceci mediorientali e ogni proposta è vegetariana o vegana. L’anima di questo localino con consegna a domicilio è ben espressa dal suo motto ufficiale “go lovetarian”. Falafel fantasiosi, falafel box e falafel burger regnano incontrastati e vengono preparati da sole donne, giovani, gentili e frizzanti.
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Il costo: i prezzi di FalafeLAND sono del tutto onesti per il centro di Thira. Il falafel piccolo costa circa 4 euro, mentre il grande 5. Le falafel box vanno dai 5 ai 7 euro, come i falafel burger.
Nota bene: la maggior parte delle proposte in menù sono vegetariane e non vegane. Il il motivo risiede soprattutto nell’uso di salse vegetariane e nell’aggiunta di feta, dunque è molto facile richiederne la versione vegan.

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Voto: 7 e 1/2 per il falafel ricco e gustoso, la falafel box con le originali pita-chips e il sorriso delle ragazze al timone.

Una cena da Avocado Restaurant mentre il sole tramonta

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Tre parole per descrivere Avocado: pittoresco, moderno, simpatico
Il menù: ho particolarmente apprezzato il menù di Avocado per volontà di proporre cucina tradizionale greca smorzata da proposte più contemporanee come i burger e i primi piatti mediterranei. Dal canto vegano, le proproste vegan sono chiaramente segnalate, così come le possibili variazioni di piatti non vegan in chiave cruelty-free. Oltre alle mezze, si possono ordinare dei primi piatti come la pasta con melanzane e pomodoro e il veggie risotto. Come antipasti abbiamo scelto patate fritte speziate e le tipiche domatokeftedes (frittelle di pomodoro).

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Il costo: i piatti non sono a buon mercato. Per un primo piatto di pasta o riso con le verdure si spendono circa 15 euro e gli antipasti costano in media 10 euro, fatta eccezione per le patate (6.50 euro).

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Nota bene: il personale di Avocado è molto gentile e sa intrattenere la clientela in maniera simpatica e mai invadente. I tavoli sono un po’ pressati e non è possibile fumare, sebbene la veranda sia completamente aperta.

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Voto: 7 e 1/2 per l’atmosfera allegra, il cibo saporito e la volontà di offire piatti espressamente vegani in un ristorante del centro.

Ristoranti vegani a Santorini: il ristorante tipico a Oia con gli asterischi vegan friendly

Oia è più tranquilla di Thira e altrettanto bianca e blu. L’atmosfera pittoresca del centro storico è alimentata da botteghe variopinte e ristorantini vibranti di luci soffuse. Fabio ed io non potevamo che scegliere di accomodarci al Candouni, lezioso e romantico ristorante con dehor e piatti vegani generosamente segnalati.

Dulcis in fundo: due cuori e un piatto di funghi alla griglia al Candouni

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Tre parole per descrivere Candouni: raffinato, romantico, genuino.

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Il menù: il Candouni è un ristorante di cucina tipica greca che ha deciso di rimanere fedele alla tradizione facendo un piccolo regalo ai vegani: segnalare chiaramente tutte le opzioni cruelty free del menù. Si tratta essenzialmente di mezze e antipasti, ma è disponibile anche un piatto sostanzioso di funghi alla griglia davvero strepitoso. Fabio ed io ne siamo usciti sazi e felici dopo ever ordinato una fava, i funghi alla griglia, un piatto di zucchine e melanzane fritte e delle patate cotte al forno con brodo di verdure e limone indimenticabili.
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Il costo: il conto totale con il 10% di mancia (piatti elencati, 2 calici di vino e un’acqua) è di 60 euro. Non economico, ma nella media per il centro di Oia.

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Nota bene: il vino a Santorini costa e ordinare una bottiglia in due diventa abbastanza proibitivo. Il Candouni ovvia all’inconveniente con una buona selezione di vini al calice. Ho amato ogni singolo boccone e mi sento di sottolineare la professionalità e la cortesia del servizio: gentile, presente e mai invadente. Le coccole continue e discrete sono sempre le migliori.

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Voto: 8 e 1/2 per il locale delizioso, il servizio impeccabile e gli incredibili sapori di Grecia.

Mangiare vegano a Santorini: tips & tricks

1- Non perdere di vista le taverne sulla spiaggia

Se non hai avuto tempo di fare la spesa (visti i prezzi dei supermarket forse conviene mangiare fuori!) non dimenticare le piccole taverne a conduzione familiare, spesso unico riferimento delle piccole spiaggette semi sconosciute. Tutte offrono piatti tipici, molti di questi vegetariani e vegani, a prezzi abbastanza contenuti. Una pausa dal sole cocente in compagnia di una Mythos, un piatto di fava, di patate fritte o al forno, olive greche e dolmades può rivelarsi il momento più rilassante e autentico della giornata. Consiglio la piccola spiaggetta e la taverna di Mesa Pigadia, gestita da una famiglia greca capeggiata dal nonno barbuto e dalla nipotina con cangnolino bianco al seguito. Qui si possono noleggiare i pochi lettini a disposizione per 7 euro (obrellone + due lettini) e trovare rifugio all’ ombra della taverna. Specialità della casa le melanzane alle Mesa Pigadia: una vera bontà.

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2- La pannocchietta salva-vita

I lungomari di Kamari e Perissa pullulano di banchetti intenti a grigliare pannocchie. Chiedi la versione senza burro e ti sarà data!

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3- Per comprare qualcosa di tipico

Prima della partenza ho fatto incetta di prodotti tipici, per quello che ho potuto. Converrai con me che le valigie non sono mai abbastanza grandi e che un massimo di 20 kg per il bagaglio da stiva è un peso ridicolo. I miei consigli per portare a casa un bottino greco come si deve sono due:

Fare un salto da Kali Kardia.
Questa taverna lungo la strada principale che va da Akrotiri paese al Faro (bivio per Kambia e Mesa Pigadia) è tutt’altro che vegana ma è una rivendita unica di prodotti tipici di Santorini fatti in casa. Si va dalla passata di pomodoro (più o meno concentrata) fatta con i pomodori locali ai capperi e le foglie di cappero sottaceto passando per pomodori secchi, marmellate e vini tra cui il celebre e mediamente molto costo Visanto. La gestione è contadina e gioviale: non riuscirai a sfuggire al vassoio di assaggini (interamente vegan) che la padrona di casa ti lancerà tra le mani, appena varcata la soglia.

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Un po’ di shopping da Santo Wines.
L’unione delle cooperative vinicole di specialità tipiche di Santorini accoglie i visitatori in una terrazza con vista, la possibilità di degustare i vini del territorio e un nutrito shop di prodotti tipici locali, molti dei quali forniti dai contadini affiliati alla cooperativa. Oltre a vini e liquori, si trovano i piselli gialli (fava), il concentrato di pomodoro, olive, capperi, sottoli, sottaceti e molto altro ancora. Si può anche ordinare online!

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Il mio viaggio virtuale tra i ristoranti vegani di Santorini finisce ora, circa 3 giorni dopo la fine del mio viaggio tridimensionale. Tre parole per descrivere la mia vacanza a Santorini? Sorprendente, magica, dolce.

 

Le esperienze di Martina vegan food trotter non finiscono qui. In programma ci sono molte novità, e in archivio tante altre città da scoprire!

 

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