VEGAN SESSION Parte I: LE PROTAGONISTE

VEGAN SESSION

Innanzitutto, cos’è la Vegan Session?
Ve la descrivo in cinque parole: amicizia, sabato, cucina vegana, sorrisi, Padova.
Dunque: le mie amiche ed io, nell’allegra casa studentesca di Vanessa, ci siamo regalate un sabato in cui lo “stare insieme” ha preso la forma di un’allegra maratona culinaria vegan.

Inizio col presentarvi le protagoniste, ovvero le eroine della Vegan Session:

VEGAN SESSION

 

GAIA

Rapporto con la cucina: il confronto con “La Franca” (mamma e cuoca espertissima) la inibisce quanto basta per spingere la sua dolce metà ad esplorare il difficile mondo delle cotture al posto suo.
Ma quando l’ingombrante figura de “La Franca” abbandona la casa natale per trasferirsi sulle piste da sci, Gaia ritrova coraggio e sperimenta ai fornelli con successo.
Piatto forte: il risotto, uno qualsiasi, sfidatela.
Segni particolari: regina dei risotti, per lei la mentecatura è una vera e propria arte.
Punto debole: non chiedetele di armeggiare con aglio e cipolla: entrerà in modalità vampiro.

GAIA

 

VANESSA

Rapporto con la cucina: in parte costretta dalla sua vita da studentessa fuori sede, ha capito che la cucina è una sua buona alleata. Si muove con destrezza tra forni, fornelli e frigoriferi per sfamarsi, sfamare e… sedurre.
Nessuno è più sexy di lei mentre, in ciabatte, spadella le verdure con il suo adorato wok.
Piatto forte: la pizza, di cui attendo ancora la ricetta.
Segni particolari: nulla è buono da magiare se non è accompagnato da un bicchiere (due, tre…) di buon vino.
Punto debole: le altezze. Non mettete la farina nello stipetto più alto, rischia di cadere dalla sedia per raggiungerla (e cadrà nel modo peggiore).

VANESSA

 

GIULIA

Rapporto con la cucina: non gode della fiducia dei suoi genitori che, appena la vedono con una ciotola in mano, propongono di uscire e mangiare una pizza fuori.
Oscilla tra  giornate in cui la voglia di cucinare è estrema a momenti nei quali anche aprire una scatola di fagioli si dimostra al di fuori delle sue possibilità.
Piatto forte: il semifreddo al torroncino, un must have dei natali della famiglia Azin.
Segni particolari: potrebbe passare pomeriggi interi a mondare frutta e verdura, contenta lei…
Punto debole: mangia quello che dovrebbe cucinare, prima di averlo fatto. Tradotto: se deve servire un chilo di pasta, ne arriva a tavola soltanto mezzo.

GIULIA

 

GIOVANNA

Rapporto con la cucina: il fatto di essere una studentessa fuori sede non l’ha spinta ad imparare l’arte della cucina fai da te, si è limitata a mettere il numero del Sushi vicino casa tra le chiamate rapide.
Piatto forte: pare che la realizzazione di dolci e cup cakes aumentino la sua autostima spingendola fino al punto di fotografare e pubblicare su Facebook le foto delle sue creazioni incerte.
Segni particolari: la vedrete sciogliersi in un sorriso commovente di fronte ad un piatto di broccoli e cipolle lessati.
Punto debole: a pranzo mangia come una squadra di Giovani Marmotte, la sera può capitare che di tre ravioli, uno sia di troppo.

GIOVANNA

 

MARTINA (IO):

Che ve lo dico a fare: sono il boss.
Non si può negare che: l’esperta massima di cucina vegana sia io.
Anche perché: l’unica vegana del gruppo sono io.
Dunque: mi pace vincere facile. Sì.

MARTINA

 

La prossima settimana… la preparazione dei piatti! Clicca QUI
Stay tuned! 🙂

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