Come faccio la spesa (non il solito pistolotto)

come fare bene la spesa

Con questo post non voglio farti l’ennesimo spiegone sulla spesa consapevole ma raccontarti come faccio la spesa io, in bilico fra sane tendenze ecosostenibili e un’altrettanto salutare attenzione alla praticità.

Sono una donna, non sono una santa. Lo cantava Rosanna Fratello (ho dovuto googlare, chi diamine se lo ricordava!), io me lo ripeto allo specchio tutte le volte che sento di non fare abbastanza. Sono una perfezionista esigente che invece di portare nel petto un cuore di ghiaccio ha una cisterna d’empatia. Risultato? Giudico me stessa come fossi un direttore di collegio svizzero mentre elargisco al resto del mondo un 6 d’incoraggiamento.

Questa volta il 6 lo voglio dare a tutti (me compresa) in fatto di spesa. I dettami della spesa perfetta li conosciamo a memoria, io stessa ne ho scritto moltissimo per le riviste con le quali collaboro: acquista di stagione, locale, biologico, sfuso, direttamente dal produttore. Bello, sì. Io però in freezer ho una busta di patate surgelate, per giunta “primo prezzo”. Come la mettiamo? La mettiamo così: tendiamo alla perfezione ma senza esagerare.

Con questo post non voglio farti l’ennesimo spiegone sulla spesa consapevole ma raccontarti come faccio la spesa io, in bilico fra sane tendenze ecosostenibili e un’altrettanto salutare attenzione alla praticità.

Frutta e verdura sfusa:

Compro di stagione al 99% affidandomi a un GAS (gruppo d’acquisto sociale). Se ho finito le carote e le voglio fortissimamente vado in un supermercato a caso, ma le prendo sfuse per evitare l’imballaggio.

Frutta e verdura confezionata:

Ho una piccola lista di ortaggi che acquisto “in busta” perché sono difficili da trovare sfusi o perché non ho tempo e voglia di lavare a fondo. Eccola: spinaci, funghi, rucola.

Surgelati:

Per me “cibo surgelato” equivale a “cibo di scorta”. Nel freezer ci sono principalmente: minestrone, trito per soffritti, patate pre fritte (per pizze al volo!), polpette e wurstel Ikea, ormai irrinunciabili.

Scatolette:

Eccoci al capitolo “cibo in scatola”. Per me: fagioli, ceci, lenticchie (quasi sempre biologici e in vetro o in latte senza BPA) e passata di pomodoro. Altri alimenti conservati e processati: per me solo marmellata (100% frutta), cereali senza zuccheri aggiunti e fette biscottate senza zucchero, senape e latte vegetale biologico. Pasta integrale o di legumi, riso basmati integrale, nero o rosso e spaghetti di riso. Qualche burger vegetale, quasi sempre senza soia e con poco glutine, dunque a base di verdure o di proteine del pisello, e tofu.

Dove acquisto?

Oltre al GAS per la frutta e la verdura ho il mio supermercato di riferimento con ottimo rapporto qualità prezzo e offerte frequenti di prodotti vicini alla scadenza. In parte mi affido ai minimarket del biologico ma solo per prodotti che non reperisco altrove perché, parliamoci chiaro, se dovessi farci l’intera spesa mi ritroverei a chiedere una sovvenzione statale. Mini market ed empori “etnici” sono la mia passione: tofu, spaghetti, salse, spezie …

Cosa non compro mai al supermercato:

Gli ultra processati come creme spalmabili, merendine, biscotti, dolci, dolcetti, pizza surgelata (solo in casi rarissimi!), acqua, bibite gassate, pasta ripiena (3 volte l’anno vale?).

A cosa presto sempre attenzione:

Alle etichette e dunque agli ingredienti, al prezzo al chilo, al produttore e alla provenienza della materia prima.

Cosa faccio sempre in casa:

Pane, pizza, sughi (tipo pesto)

Cosa faccio spesso in casa:

Burger, polpette, salse, farina (con il nuovo mulino)

Cosa facevo in casa ma ho smesso:

Latte, yogurt (era un’ottima abitudine ma i ritmi di lavoro non me lo permettono più, almeno non senza fare altre rinunce)

Di cosa me ne frego ogni tanto

Di tutto. La serata pizza surgelata + patatine surgelate + bibita zuccherata + gelato industriale ci sta. Ma io sono Rottermeier e per me ci sta solo a Natale e al compleanno. Tu conceditela un po’ più spesso.

2 risposte a “Come faccio la spesa (non il solito pistolotto)”

  1. Diciamo che in linea generale sono d’accordo con te,. ma causa lavoro e poco tempo diciamo che la comodità vince. Cerco di comprare locale e stagionale, ogni tanto al supermercato prendo le verdure e frutta bio. Cosa compro imballate: funghi, valerianella, rucola e carotine baby…però anche quando compro roba imballata cerco confezioni completamente riciclabile. Però mi sembrano tutti consigli assolutamente sensati i tuoi solo che sono meno Rottermeier di te;P

  2. Cara Martina,
    Io sono peggio di te! Lo dicevo proprio oggi su Instagram con una ragazza. Per me cibi precotti sono impensabili, legumi di scorta soltanto bio è in vetro ma di norma li cucino io e li congelo per la settimana! In busta non compro nulla se non la rucola e se non posso comprare al mercato contadino compro al supermercato ma con attenzione ossessiva alla provenienza, agli sfusi, etc. Ad esempio ho rinunciato a tutta la frutta proveniente dall’altro capo del mondo tipo banane, mango, papaia, avocado… però mi rendo conto che sto esagerando e allora ogni tanto qualcosa mi concedo anche io! Mi sembra che quello che facciamo sia nella giusta direzione e ogni tanto possiamo anche essere leggermente più indulgenti con noi stesse!!!
    Un abbraccio,
    Samantha

Lascia un commento

18 − undici =